Agnese

by Michele Orti Manara

… e provateci voi a convincere una testarda come l’Agnese, una che quando si inzucca di far qualcosa non la si smuove, provate a spiegarle che non ha senso e che starà male, provate a convincerla, stasera che ha deciso di ingollarsi cinquanta ciupiti di rum, uno per ogni anno che compie oggi, coi primi tre già svuotati in sequenza Read More

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Transatlantica

by Marco Mazzucchelli

Io e Myra arrivammo negli Stati Uniti a bordo di un piccolo sottomarino. Eravamo seduti davanti, in punta. Mentre Myra guidava, io guardavo fuori dai finestrini. Era tutto buio. Il sottomarino era grande come una utilitaria, non c’era spazio per nessun altro. Myra guardava davanti a sé, io le stavo affianco, ricordo che non riuscivo a vederla in viso, ma capivo che era tesa, concentrata. Non parlavamo. Read More

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Come felice

by Nicola Esposito

E da un giorno all’altro le comari gli parlano alle spalle, in quel vicolo di Barivecchia. Ci senti un fresco d’alba e il mare vicino, quando le più mattiniere ci escono, con le solite pianelle, le vesti a fiori.
«Coma’, buongiorno» dice una, e stende un lenzuolo, sul balcone.
«Buongiorno, buongiorno» dice un’altra. «Eh… Questa vita…» E sparge una manciata di orecchiette sul canovaccio.
«Io c’ho da lavare tutt’il soggiorno!»
E tra uno stornello e l’altro: «E quello strano? Oggi non s’è visto?» Read More

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È sempre una questione di padri

by Carmen Barbieri

Interno notte di una clinica ospedaliera. Una sala d’attesa dove mia madre mio padre ed io siamo i soli ad attendere. Il linoleum sotto i miei piedi è di un colore verde acido. Le mensole tutt’intorno sono sovraccariche di bottiglie di Ace candeggina. Tutto è molto bianco ed il fotografo di scena ha optato per una luce chiara e piatta. Mia madre è eccitatissima. Mio padre sta per commuoversi in pianto dalla felicità. Quanto a me, sono consapevole di cosa sta per succedere, eppure attendo una conferma, che arriva, di lì a poco, con l’ingresso nella sala dell’infermiera. Che è una suora e veste di bianco. Stringo tra le mani un fascicolo di carte e quando vedo la suora avanzare verso di noi, ho come l’impressione fisica che il peso di quei fogli si sia decuplicato e faccio fatica. Perché ho solo due mani e le gambe non mi reggono bene tant’è il peso enciclopedico dei fogli che custodisco, tant’è acuta l’emozione che mi attraversa. Read More

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Ipocondria

by Marco Terribili

Quando scoprii che lo specchio altro non è che un foglio di alluminio sotto una lastra di vetro mi sentii deluso.
Il giorno dopo, al campo, lo dissi a Luca. Lui fece spallucce, allacciandosi le scarpette.
Suo padre, due mesi prima, era tornato a casa dopo quindici anni spesi a farsi le pere ed ora era ricoverato in terapia intensiva.

Luca prese a raccontarmelo svogliatamente, ed io ricordo di non averci capito un granché all’inizio: i suoi genitori all’inizio degli anni ‘90, l’eroina, sua madre che era rimasta incinta e aveva deciso di smettere di farsi, suo padre che ci aveva provato invano e poi era scappato via. La nonna materna di Luca gli aveva fatto da madre e la madre che gli aveva fatto da sorella, il padre lo aveva visto solo in una foto sbiadita in cui aveva i capelli lunghi e una maglietta dei Nirvana. Read More

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I raggi gamma sono per gli scemi

by Carmine Bussone

La mia trasformazione è avvenuta in seconda media, durante un’ora di educazione tecnica. La professoressa mi aveva chiamato perché voleva che le parlassi del carbon fossile. Mi alzai per andare alla cattedra e vidi il pavimento sollevarsi e dirigersi velocemente verso la mia faccia. Read More

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Aldo

by Massimiliano Righetto

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e in prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate.
Abito a Limena, di fronte al negozio di Toys e mi piace guardare dalla mia terrazza le persone che entrano nel negozio, escono, parcheggiano, tutto. Read More

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La ragazza altissima

by Cristian Marmo

«Quindi non squirta la spilungona?» mi domanda mio fratello, e io quasi non trovo la forza per ribattere. «Oh cristo Tobi, per l’ennesima volta: no, non squirta» replico io sorseggiando la mia quarta birra rossa della serata. «Il punto non è questo, cazzo» aggiungo per essere ancora più convincente mentre lui si dondola sulla sedia guardando una partita di calcio sul maxi-schermo del pub.
Gli sto raccontando che sto uscendo con questa tizia alta, altissima. Due metri e sette o giù di lì. Read More

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L’ora del tè

by Bianca Bertazzi

Mia madre armeggia col pentolino del tè. Lo riempie d’acqua e lo posiziona sul fornello. Ci siamo solo noi due in cucina, lei mi dà le spalle mentre fruga in dispensa, con i gesti bruschi e imprevedibili delle sue mani bianche.
La guardo prendere due tazze dal ripiano sopra al lavandino, aspetto che si volti ma ancora non lo fa, l’attendo seduta al tavolo con le braccia incrociate al legno. Oltre i vetri della stanza c’è un tempo gelido, una foschia bassa che si distende lungo la via. Se nevica sono spacciata, penso, devo ancora comprarmi un paio di scarpe adatte a questa stagione infame. Read More

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Attraversare l’Acheronte

by Andrea Siviero

Adesso non è neppure sicuro di essere sveglio. È difficile, certe volte la veglia e il sogno finiscono per confondersi, e lui non capisce più quale lato sia la realtà. Comunque quella scena è la stessa del racconto di José Emilio Pacheco, questo gli è chiaro. Sono le cinque di una domenica pomeriggio ed è seduto al tavolo di un bar. Ha appena smesso di piovere, l’aria è ancora gravida di umidità e qualche raggio di sole attraversa le nuvole. Read More

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