Due gocce d’acqua

scritto da Giacomo Buratti

Francesco e Ferdinando sono gemelli cioè proprio identici. Li vedo sull’autobus. Li vedo bene perché piove il traffico è assurdo due gocce d’acqua e nessuno si muove c’è un gran casino io sono fradicio zuppo. L’autista accende l’aria condizionata perché fa caldo e adesso la pioggia mi si ghiaccia sulla schiena. Di sicuro mi becco la polmonite. Un’altra volta. L’autobus fa un passo alla volta e io nemmeno riesco a prendere dalla tasca dello zaino il lettore emme pi tre srotolare il filo delle cuffie infilarmele nelle orecchie accenderlo premere play sentire un po’ di musica. C’è davvero troppa gente siamo tutti ammassati uno sull’altro riesco a malapena ad aggrapparmi agli appositi sostegni figurati se riesco a fare tutte quelle cose per la musica. Al massimo mi guardo in giro. Ce n’è di tempo. Continua a leggere