Io e lui

scritto da Lucia Brandoli Bousquet

Sono in piedi, vestita, di fronte a uno specchio. Ho la cerniera abbassata e lo guardo fisso. Lui è uscito senza attirare l’attenzione. Non so perché, ma prima non ci avevo mai fatto caso. Mi sono accorta di quanto sia interessata a lui solo ieri. L’avevo trascurato sistematicamente, come qualcosa che non ci sia, o ancora peggio, che non ti appartenga. E lui è sempre stato lì, la cosa più normale e dimenticata del mondo.
Ho salito le scale fino a questa stanza trascinando un piede dopo l’altro, come se improvvisamente l’aria fosse diventata troppo densa, o le mie articolazioni troppo rigide, eppure avevo fretta. Oggi è stata una giornata strana. Sono stata dal dottore e sono cambiate molte cose. La signora Claudia ha un nuovo cane. Prima c’era un barboncino nero, e ora ho visto correre per il cortile un volpino bianco. L’inquilino del terzo blocco, poi, ha subaffittato a una famiglia di testimoni di Geova. Lo so perché hanno lasciato volantini ovunque. Insomma, una giornata orribile, più che strana. È pomeriggio inoltrato e sono in piedi, in una camera per gli ospiti del nostro appartamento. Ultimo piano, terrazze congiunte. Per ottenere questa reggia mia madre ha fatto il finimondo, ma ora possiamo vantarci di un’enfilade di stanze, ognuna con letto matrimoniale e bagno privato, due porte e lo specchio. Peccato non ci siano così tante occasioni di avere così tanti ospiti. Nessuno però ci fa caso. Allora io mi ci vengo a nascondere. Posso starci anche per delle ore, tanto nessuno mi trova – e se sento qualcuno avvicinarsi, posso sempre scalare di una. Continua a leggere