L’ultima estate

scritto da Alessandro Mazzarelli

Nonostante non fosse più un ragazzino, nessuno gli aveva detto niente. Può darsi, come sostengono alcuni, che l’ignoranza sulle cose essenziali sia connaturata all’essere umano, eppure anche lui – come molti – era convinto che quando sarebbe stato il momento un sesto senso avrebbe vibrato, una mano avrebbe bussato, una campanella tintinnato. Altrimenti a che servivano tutti quei libri?
E invece fu solo una luce piatta su un muro bianco, la sedia di plastica in terrazzo, un rumore costante di cicale, il buio della notte pochi metri più in là, le pagine gonfiate dai granelli di sabbia, la sigaretta in una mano, il pacchetto vicino, i piedi allungati sulla sedia davanti. Se avesse avuto sentore, forse Federico Mancini si sarebbe alzato, non avrebbe acceso un’altra sigaretta né iniziato un altro capitolo del libro che stava leggendo, probabilmente sarebbe rientrato in casa per andare a sfiorare le gambe nude della ragazza che dormiva nella stanza, e forse chissà, avrebbero potuto fare l’amore. E invece era rimasto sul terrazzo a finire la bottiglia, e quando finalmente a letto si era accontentato di non svegliarla. Continua a leggere

Sottomarini. Salpare

scritto da Marco Montanaro

«E così vuoi sapere chi ha scovato il segreto del mare» chiedono a Jeff, novello Whitman. Oggi è il giorno in cui si salpa:
finita la scuola
la nave è una villa al mare
affittata col salario della prima caccia.
Attorno al molo è brusio, aria, nebbia, festa, attesa: dieci anni durerà il viaggio.
Il vecchio Kossabone addenta un tentacolo per sapere se è vivo il polpo
La famiglia Threepwood saluta il più piccolo dei suoi; Capitan Peleg spiega all’uomo dallo humour nero, venuto da lontano e che lontano finirà: «Ecco il mare.
Tutto. E niente»
Qui è Paumanok, Valona, Nantucket, Djerba, Lisbona. Attorno è il mare e il mare è:
eterna bonaccia
assenza di trama
spiegate: solo le vele
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