L’ora del tè

by Bianca Bertazzi

Mia madre armeggia col pentolino del tè. Lo riempie d’acqua e lo posiziona sul fornello. Ci siamo solo noi due in cucina, lei mi dà le spalle mentre fruga in dispensa, con i gesti bruschi e imprevedibili delle sue mani bianche.
La guardo prendere due tazze dal ripiano sopra al lavandino, aspetto che si volti ma ancora non lo fa, l’attendo seduta al tavolo con le braccia incrociate al legno. Oltre i vetri della stanza c’è un tempo gelido, una foschia bassa che si distende lungo la via. Se nevica sono spacciata, penso, devo ancora comprarmi un paio di scarpe adatte a questa stagione infame. Read More

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La coppia

by Bianca Bertazzi

Sul treno fa un freddo cane. Andiamo velocissimi, tagliamo tutte le campagne arse dal sole, interi campi bruni di calore. Oltre il finestrino ogni tanto compaiono degli alberi, appaiono rapidi e sfumano improvvisamente il paesaggio. Vado verso il mare e mi sembra di scappare, chiudere gli occhi per sentire i miei passi veloci, mentre sono col cuore immobile su questo sedile. Mi pare di lasciare alle spalle qualcosa, abbandonarlo temporaneamente come si fa ogni giorno col proprio letto, col senso del ritorno sulle mani. Prima di partire compatto tutto dentro la valigia, schiaccio le mutande insieme alle magliette, le scarpe affianco ai trucchi, cerco la misura esatta di ogni cosa.
Da quando conosco Federico, partire ha la brevità di un attimo. Ci vediamo a metà strada, ci incontriamo con la fretta impressa negli occhi, in qualche piccolo albergo della Riviera ligure. Anche oggi faremo così, ruberemo il tempo che resta, lui con la sua camicia ordinaria, io con un paio di scarpe scomode e belle. Read More

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