Scuoieresti un Big Bad per me?

Buffy-Anne

Nei primi mesi del 2005 avevo da poco compiuto 20 anni e non avevo un soldo. Dissi a mia madre che, a partire da un certo giorno, avrebbe dovuto comprare i dvd in uscita con Tv sorrisi e canzoni.
“Ti conviene dire al giornalaio di metterli da parte con regolarità, caso mai una settimana ci dimenticassimo” dissi.
Ero molto seria perché si trattava dei i dvd di Buffy L’ammazzavampiri: dvd contenuti in scadentissime custodie salvaspazio con lo scadentissimo logo di Tv sorrisi e canzoni stampato sopra. Non un cofanetto, non una scatola in cartone che li dividesse per stagioni, non un libretto.
Nada, nothing, nisba.
Tieni, prendi questi dvd avvolti nella carta del pane.
Ho calcolato che costarono 252 euro.
Poi ho calcolato che per i dvd di Lost ho speso 170 euro. Cioè poco più della metà per la serie più pompata della storia, dal Manzanarre al Reno, contenuta in elegantissimi cofanetti no logo. Continue Reading

Intervista a Maurizio Blatto

Maurizio Blatto è nato a Torino nel 1966 ed è cresciuto all’interno della sua collezione di dischi. Firma storica della rivista Rumore, ha pubblicato per Castelvecchi L’ultimo disco dei Mohicani. E’ stato definito il crooner del giornalismo musicale. Mytunes. Come salvare il mondo, una canzone alla volta (Baldini&Castoldi) racconta il mondo in 77 canzoni e la vita che batte dentro il loro ritmo. Un libro per tutti noi, che abbiamo bisogno di una colonna sonora per i nostri giorni.

MaurizioBlattoMytunes (foto di Stefano Blatto) Continue Reading

Le decisioni giuste vengono dall’esperienza, l’esperienza viene dalle decisioni sbagliate

Senza saperlo, mi ero innamorato dei giochi di ruolo ancora prima di prenderne in mano uno.
Era il 1994, credo, e sul 386 di casa avevo appena installato Indiana Jones and the fate of Atlantis. A quel tempo divoravo qualunque avventura grafica, meglio se della Lucas Arts, in pochi giorni e Indiana Jones si rivelò una delle più ostiche. La cosa che mi costrinse a rigiocarlo più volte fu scoprire che, con mio immenso stupore, c’erano ben tre finali diversi, che seguivano le scelte fatte nell’ultima parte del gioco, quella ambientata, appunto, ad Atlantide.

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$oldi: Francesco Targhetta

$oldi

Letteratura e soldi non vanno d’accordo, ed è una brutta cosa. Negli scorsi numeri ne abbiamo parlato con alcuni scrittori: adesso lo faremo qui sul sito, pubblicando le interviste già fatte e poi intervistando nuovi scrittori.

Quanti soldi hai nel portafoglio in questo preciso momento?
Persino 70 euro. Ma saranno 50 tra poco. Devo farmi l’abbonamento settimanale per Venezia.
 
Se ne hai, quanti ne spenderai in libri?
Vorrei comprarmi quello di Filippo D’Angelo. Ne ho sentito parlare molto bene e molto male. Il resto, credo, andrà in alcol. E nel concerto di Matt Elliott, con relativa benzina.
 
Hai un ebook reader? Se sì, qual è il criterio secondo cui compri un libro in edizione digitale e non in edizione cartacea?
No, niente ebook reader, e nessun proposito di comprarlo a breve. Su questi accidenti tecnologici ci arrivo, ma sempre tra gli ultimi.
 
Una maggiore quantità di soldi farebbe bene alla tua scrittura?
No, non vedo relazioni tra le due cose.
 
Qual è la cifra più alta che hai guadagnato grazie alla scrittura?
L’anticipo Isbn, ossia, al netto, 1350 euro. Ero in finale al Carducci, che al vincitore dava 5000 euro, ma naturalmente non ho vinto. Ha vinto uno svizzero…
 
Una persona a cui vuoi bene si ammazza. Decidi di raccontare la sua storia in un romanzo. Il romanzo va molto bene e guadagni parecchio. Ti senti in colpa?
Sì. Mi sento in colpa per un mucchio di cose per cui non dovrei. Figuriamoci per questa. 
 
Fai altri lavori che non c’entrano con la scrittura? Se no, è perché ti basta la scrittura, perché sei ricca di famiglia o perché non trovi altro?
Mi rimane un mese di assegno all’università, e poi tornerò a insegnare a scuola. La scrittura non può bastare, e, per quel che mi riguarda, è un bene che sia così. Senza un lavoro avrei un sacco di tempo, ma non scriverei niente.
 
Hai mai fatto il ghostwriter? Quanto hai preso?
No, quella del ghostwriter mi manca.
 
Scriveresti mai un libro con l’unico scopo di non dover restituire l’anticipo?
Se dovessi arrivare a farlo, ti autorizzo a prendermi a calci sui lombi. Mortalmente.

L’intervistato

È nato a Treviso nel 1980. È assegnista di ricerca presso l’Università di Padova. Ha pubblicato per ISBN Edizioni il suo primo romanzo, Perciò veniamo bene nelle fotografie.

Guida alla morte per ragazze per bene

guidaallamorte

Uno dei fondamenti educativi della mia infanzia è stato: trova un buon lavoro in modo da poter mandare all’aria il tuo matrimonio. Finché c’è stato tempo mia madre ha detto cose del genere, di solito mentre mi mostrava come depilarmi le gambe.
Potresti dover lasciare tuo marito e potresti essere senza lavoro, nell’arco della stessa settimana. Perché una donna può anche non lavorare nella nostra sporca società patriarcale, tesoro mio. Ma se non vuoi rimanere fottuta, trova un buon lavoro e forse è il caso che ti spieghi cosa sono i contributi.
Ecco mia madre. Continue Reading