Angolo retto

by Mimma Rapicano

Non avevo mai visto un uomo fissare per ore un punto imprecisato davanti a sé con la stessa intensità del vecchio nella casa di fronte.
Dalla mia stanza posso vedere la sua camera da letto dove trascorre la maggior parte della giornata. Read More

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Chi le cura le bouganville?

by Marianna Crasto

Ecco le due cose che più mi piacciono al mondo: come fa l’amore e come chiude gli occhi ai morti.
È un peccato che quest’ultima faccenda l’abbia scoperta solo adesso. Anni insieme e il meglio doveva ancora arrivare.
«Credevo fosse un gesto consumato nel significato da serie tv poliziesche mandate in onda a rotazione» vorrei dirgli. Ma non mi esce, figuriamoci. Una sottile riflessione sulla produzione seriale contemporanea in un momento così. Posso solo stare ferma in un angolo a guardare la Madonna.
Muore così Ciro Aiello, agente immobiliare. Sotto un’edicola sacra contenente una Madonna in terracotta soffocata da corone di fiorelloni di plastica. Questo ragazzo sembra un bambolotto, rigido e snodato allo stesso tempo, seduto con la schiena diritta e le suole delle scarpe rivolte verso di noi. Read More

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Canicola

by Bianca Bertazzi & Benedetta C. Vialli

Marco Eugenio ha tredici anni e parla poco. Quando è nato, in una città coperta di pioggia, i suoi genitori avevano in testa un altro nome, così Marco nacque come Eugenio, Eugenio Sirmioni. Dopo un paio di giorni, a furia di ripetere Eugenio tutto il tempo, sua madre si era scocciata, aveva disteso le gambe gonfie di stanchezza sul divano decidendo che Eugenio si sarebbe chiamato Marco, Marco Sirmioni. Read More

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Aria condizionata

by Carmine Bussone

La prova che tutto stesse andando uno schifo era il gusto di calcare che aveva il caffè. Ad ogni sorso, Luciana faceva una smorfia di contrizione e poi lo buttava giù, contro ogni istinto di sputarlo per terra.
Quando la vita sta andando a puttane, inizi ad assaporare nei dettagli tutti i sedimenti e le impurità che ne fanno parte. Che siano incrostate dentro la tua anima o nei tubi del tuo lavandino, la cosa fa poca differenza.
Roberta, la sera prima, l’aveva lasciata al telefono con “fammi fare qualche telefonata domattina, vedrai che qualcosa la troviamo”. Read More

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(CA)NICOLA

by Marta Cai

Vagheggiava. Da dietro le tendine verde salvia, avanzo d’un copridivano, Claudia spiava Nicola che sudava e faceva di no con la testa a un piccione. «Amore mio, amore mio infinito», gli sussurrava alitando sul vetro, «presto non soffrirai più, né il caldo e né niente». Read More

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Burrascare, prego

by Giuseppe Checchia e Francesco Poiana

Il ragazzino entra nella cabina telefonica mezza scassata della piazzola di sosta. Prende tra le dita la piastrina che lui porta al collo e urla a qualcuno che deve trovarsi a una certa distanza: «Si chiama Giancarlo!». Read More

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Al Becco

by Elena Gottardello

«Chi viene con me?» Pietro si alza mentre lo dice, sbatte gli scarponi sull’erba, porta la mano agli occhi e si volta a guardare il Becco dietro di lui.
Non rispondiamo, e secondo me lui se lo aspetta: nessuna di noi tre saprebbe arrivare in vetta al Becco, specie dopo la scorciatoia per la forcella che gli avevamo chiesto di insegnarci e che ci ha stremate per la fatica e per il caldo. Read More

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Filomena dentro i muri

by Ilaria Vajngerl

Filomena non sapeva leggere l’orologio. Capiva che bisognava andare a dormire quando le campane suonavano le otto e in tv iniziava la sigla del telegiornale. Allora sua madre le preparava un biberon di camomilla, le infilava il pigiama e la accompagnava nella sua cameretta viola. Avevano dipinto le pareti per il giorno del suo compleanno, il quarto. Read More

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Canicola

by Francesco Bolognesi

Dopo il lungo tragitto in autostrada, entrati in città e passando per la strada che tagliava il centro s’immaginò le persone sciogliersi, trasformarsi in grossi blob sui marciapiedi. Read More

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