Stomaco

scritto da Carmine Bussone

Frankenstein 8


«Gerald! Maledetto parassita che non sei altro, sotto quale asse del pavimento ti sei nascosto? Spero di vedere i topi che stanno facendo colazione col tuo cadavere o non avrai altre scuse per essere ancora vivo davanti a me.»

Tale era la potenza e la rabbia dell’urlo di mio nonno, che si sarebbe potuto trovare anche fuori dalle mura della città. Continua a leggere

L’area fieristica di Roma

scritto da Marianna Crasto

Occhi – Frankenstein 7


Nonna aveva occhi infossati come caverne, al riparo della sua orbita riposavano uomini preistorici dopo una giornata di caccia e un timido falò riusciva a proiettare ombre grandiose sulla roccia curva. Pitture rupestri di vene raccontavano storie di tribù e duelli. Quando la notte respirava tra gli alberi, gli uomini stavano con un orecchio nel vento e l’altro addormentato, le spalle protette fino al mattino dalla cavità oculare. Le iridi invece erano gelatinose e piccole, di un marrone ratto senza nessuno slancio, non succedeva mai niente lì attorno e non era rimasto vivo nessuno che potesse ricordare se fossero mai stati specchi d’acqua e, nel caso, cosa ci fosse stato nel fondo: soltanto, lei ti guardava nello spazio di una fessura tanto stretta che pensavi si sarebbe riattaccata al successivo battito di ciglia. Continua a leggere

Il profumo delle farfalle

scritto da Elena Gottardello

Spina dorsale – Frankenstein 4


Da: ele.g@gmail.com
A: Paolo Subject: Ci siamo!!! 20/5/2018 11:22

Ciao socio!
Eccomi qua, scusami per il silenzio. Lo so, avrei dovuto scriverti già due settimane fa, ma ho avuto una serie di contrattempi che non ho potuto neanche accendere il pc, o quasi. E poi ho pensato fosse meglio scriverti quando avevo qualcosa di concreto da riferirti.
Allora. Continua a leggere

Il pesce lumaca

scritto da Barbara Bedin

Orecchie – Frankenstein 2

Quando sono nato non ho pianto, ho risparmiato il fiato per respirare. In acqua tutto è ovattato, tutto si sposta senza produrre rumore in un silenzio naturale. Il silenzio delle cose solide mi ha sempre spaventato; so che c’è, non mi sono mai abituato a non sentirlo. Sono sordo dalla nascita. Continua a leggere

Il passato presente

scritto da Paolo Zardi

Ombelico – Frankenstein 1


Era passato un sacco di tempo dall’ultima volta in cui avevo messo piede fuori di casa. I miei figli avevano impartito indicazioni molto precise a Irina, la badante polacca che si prendeva cura di me. Non dovevo uscire perché ne andava della mia incolumità. Avevo provato più volte a dire qualcosa, al riguardo, ma ormai avevo poca voce in capitolo sulla mia vita. Continua a leggere