La parola

scritto da Gioia Salvatori

Non mi piace la psiche
Non mi piace nemmeno il corpo
Mi piace solo la parola
La tessitrice di incanti
L’illusione dei mondi
Che non fa vedere il male
L’orrido
Che cela gli imbrogli
Oppure li dichiara
Che è libera di mutare
E costruire ponti
E non risolvere enigmi
e comporre trabocchetti
E con questa gioia
Di ciò che non è perfetto
Perché al perfetto non anela
Né al concluso, né alla pace
(Medicina per rinunciatari)
Con questa gioia
Può viaggiare il mondo
E vive il lusso
Della solitudine
E la sua lama (ahimè)
parimenti
Ma è parola:
è figlia dei venti.

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Prexe

scritto da Marko Miladinovic

caro dio che abiti in cielo
abbi la pietà di vivere con meno
infrangi per noi le leggi universali
e per il nostro personalissimo vantaggio
non dimenticare di darci oggi il nostro superattico
così come è il tuo ma una cosa ti chiediamo
non darcelo tra le nuvolette bensì daccelo tra

*qui, tracciata una linea discendente che va dai nomi degli astri e che riguardano il cielo, scendendo verso la flora e la fauna, i continenti e le città, le qualità, l’alfabeto, le festività ecc. fino ai pesci del mare, si elencano al plurale tanti nomi femminili quanti da sembrare di riuscire a descrivere questo mondo.

* LE STELLE, LE LUNE, LE ALBE, LE ANGELE, LE ELETTRE, LE SERAFINE, LE CHERUBINE, LE AURORE, LE AURELIE, LE SOLE, LE SONIE, LE SOFIE, LE ADE, LE ADELI, LE IDE, LE ADELAIDI, LE OMBRETTE, LE ADINE, LE SARE, LE SAMUELE, LE FLORE, LE SUSANNE, LE VIOLE, LE MARGHERITE, LE ROSE, LE CAMILLE, LE VERDIANE, LE ROSANNE, LE ROSARIE, LE ROSSANE, LE CELESTINE, LE VERDINE, LE CELESTI, LE WANDE, LE MAGDE, LE DHARME, LE LOTTE, LE LOLE, LE LALLE, LE LORE, LE LEE, LE CLEE, LE TEE, LE MIE, LE TEUTE, LE TECLE, LE CLELIE, LE EULALIE, LE PETRE, LE AMBRE, LE ALME, LE IRE, LE INE, LE INES, LE SERENE, LE VERE, LE LINDE, LE FRANCHE, LE NORME, LE GOLIARDE, LE SELVAGGE, LE PENELOPI, LE URSULE, LE LEONINE, LE GAIE, LE GRETE, LE GRAZIE LE TIZIANE, LE LETIZIE, LE GRAZIELLE, LE BARBARE, LE URSINE, LE ADDOLORATE, LE GIUSTINE, LE VITE, LE FELICIE, LE ISOTTE, LE BEATRICI, LE LORENZE, LE FEDERICHE, LE LORETTE, LE ERICHE, LE ENRICHE, LE ELEONORE, LE ELENE, LE MANUELE, LE EMANUELE, LE CHIARE, LE CLARE, LE BRUNE, LE KATIE, LE NADIE, LE RADIANE, LE CLODIANE, LE DAIANE, LE DANIE, LE DARIE, LE DANE, LE DORE, LE DORIE, LE CECILIE, LE ANNE, LE RITE, LE ARIANNE, LE ANNERITE, LE NERIE, LE AFRICHE, LE NERINE, LE ASIE, LE SVEVE, LE MARICHE, LE GINEVRE, LE VELIE, LE BERNARDE, LE GIORDANE, LE LUDMILLE, LE ADALGISE, LE LISE, LE LUIGIE, LE AGNESI, LE SAMANTI, LE FRANCESCHE, LE ELISE, LE CORE, LE CORINNE, LE SABINE, LE VIRGINIE, LE CASSANDRE, LE ALESSANDRE, LE ALESSIE, LE GIULIE, LE CARLE, LE GIULIETTE, LE CARLOTTE, LE PAOLE, LE REBECCHE, LE CLAUDIE, LE FABIOLE, LE LUANE, LE ANDREINE, LE EGLE, LE ELVIRE, LE LIBERATE, LE FABRIZIE, LE PATRIZIE, LE MAURIZIE, LE NUNZIE, LE PAMELE, LE DONATELLE, LE ORNELLE, LE ANTONELLE, LE GABRIELLE, LE RAFFAELLE, LE MARINELLE, LE ELLE, LE EMME, LE NAOMI, LE NOEMI, LE AOMI, LE VIRNE, LE NINE, LE MIRNE, LE MARLE, LE MARIE, LE GIOVANNE, LE MARIEGRAZIE MARIEGIOVANNE, LE ORIANE, L’ILEANE, LE ILENIE, LE ELIANE, LE LARE, LE ILARIE, LE MONICHE, LE MELANIE, LE PRISCHE, LE LAVINIE, LE MARZIE, LE PASQUE, LE NATALIE, LE BIANCHE, LE DOMENICHE, LE ASSUNTE, LE SABATINE, LE TEODORE, LE AGATE, LE SANDRE, LE ANDREE,LE NICOLETTE, LE MILENE, LE ISIDORE, LE LUISE, LE ELOISE, LE ELISABETTE, LE BETTE, LE SABRINE, LE VITTORIE, LE BETTINE, LE LUCILLE, LE LUCIE, LE LUCIANE, LE OLGHE, LE GLORIE LE DONATE, LE TONIE, LE ANTONIE, LE MICHELI, LE ROBERTE LE SILVANE, LE SIMONE, LE MELISSE, LE LARISSE, LE VANESSE LE CLARISSE, LE LAURE LE NICLE, LE MICOL, LE NICOLE, LE VALENTINE, LE BENEDETTE LE MADDALENE, LE VIVIANE, LE LAUREEE, LE TERESE, LE ANGELICHE, LE CRISTIANE, LE CATIE, LE CRISTINE, LE CATERINE, LE EUGENIE, LE AMANDE, LE GAIE, LE GINE, LE GIORGIE, LE MORGANE, LE GERALDINE, LE CAROLINE, LE BENIAMINE, LE CLEMENTINE, LE IRINE, LE IRENI, LE RAMONE, LE GUENDALINE, LE GIOCONDE, LE RAIMONDE, LE STEFANIE, LE LUDOVICHE, LE MATILDI, LE ARMIDE, LE BRANISLAVE, LE FLAVIE LE ANITE, LE MIRTE LE MARTE, LE ANASTASIE, LE SILVIE, LE PRISCILLE, LE GIULIANE, LE FABIANE, LE TAMARE, LE TINE, LE MARTINE, LE MARISE, LA MARIANNE, LE MARIANE, LE ONDINE, LE MARE, LE DELFINE, LE MARINE, LE ALICI

e quelle che mi scordo perché hanno nomi stranieri
ricordale tu per me in cielo ma sopra tutto qui
dove poggiano i miei piedi tutte quante saranno
le nostre liberatrici così sia a me

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Avvertenza ´´´´´´´

scritto da Marko Miladinovic

Tutti i poeti sono omerici, alcuni sumeri, americani anche. Tutta la poesia e la poesia. Tutta la poesia e una poesia e mezzo. Tutta la poesia e formulazione magica – chi la dice viene trasformato. Tutta la poesia e il segreto che si rivela senza venire svelato. Tutta la poesia e nel mondo e fuori dal mondo. Tutta la poesia e contenuta e ignota e separa e avvicina alla grande somiglianza. Tutta la poesia e il dolce e perpetuo e imperituro fare il più a lungo e per sempre un bel niente.

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Autofiction

scritto da Luigi Socci

La gente è perfettibile.
La gente è migliorabile.
La gente non è male.
La gente cammina in modo innaturale.

Sembra mettere un piede
davanti all’altro meccanicamente
senza un vero movente.
La gente si muove con troppe movenze.

(gli è stato detto ma non gli è chiaro
non gli entra in testa che è un documentario)

La gente non sa stare al suo posto
perché ha un certo talento non richiesto.

La gente guarda in macchina
oppure non ci guarda non guardandoci
con fare quasi sospetto:
tergiversa gironzola fa la gnorri fischietta
si gratta si scrocchia una falangetta
dietro la schiena intreccia le mani
nella classica posa della vecchiaia
(una posa da intenta a qualcosa)
finge interesse per una qualunque
cosa modestamente interessante
fa finta di fare finta
di niente, fa l’indifferente.

La gente se la guardi fa una faccia
da passante di lì per caso.
Da gente scambiata per altre persone.
Si indica stupendosi del fatto
di come mai ci si rivolga a lei
proprio a lei che passava di lì per caso.

La gente se la guardi nella faccia
la gente fa buon viso.

La gente se la guardi fa una faccia.

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Poesia visiva

scritto da Luigi Socci

adesso vi faccio vedere una cosa
adesso vi faccio vedere una rosa
adesso vi faccio vedere la spina
dorsale di quella rosa
perché vedere è un’azione
concreta che si fa una cosa

adesso vi faccio vedere un video
adesso vi faccio vedere i filmini
del viaggio di nozze scherzavo
adesso vi faccio vedere un audio

adesso vi faccio vedere gli occhi
eccoli
in previsione di un’anteprima
adesso vi faccio vedere in un modo
mai visto prima

adesso vi faccio vedere tutto
adesso vi faccio vedere ecco
dritto per dritto
franco e diretto
adesso vi faccio vedere
vietato ai diciotto
dovunque guardiate
così come viene viene
così imparate

da un punto di vista privilegiato
da un punta di fuga raccomandato

adesso vi faccio vedere come si fa
adesso ve faccio vedè ve faccio toccà

adesso vi faccio vedere
tutto il visibile e l’invedibile
adesso vi faccio vedere
e rivedere l’imprevedibile
adesso vi faccio vedere
quel che vi piace e appare
adesso vi faccio vedere
prego dalla regia mandate pure

per rimanere il meno
possibile nel vago
adesso vi faccio vedere
un semplice esempio così mi spiego

questa cosa vistosa
finalmente
adesso vi faccio vedere
questa famosa cosa
adesso vi faccio
vedere niente
perché lo dovete
vedere assolutamente

chi ha gli occhi ingannevoli creda
chi ha orecchie per intendere veda

toglietevi(mi) i(l) cappucci(o)
le bende
gli occhiali
scuri da non guardante
adesso ve ne faccio
vedere delle belle
ma da distante

adesso vi faccio
vedere addosso
vedere in faccia
vedere fisso

adesso

vi faccio vedere che vi sbagliate
adesso mi fate vedere
che non scherzate

adesso vi faccio
vedere per credere adesso
vi faccio vedere con mano

adesso vi faccio vedere
come muore un italiano

vedere un puntaspilli
trafitto di spaghetti
in divisa
d’ordinanza da san sebastiano
vedere con i polsi
segati dalle corde
del mandolino legato alla mano

adesso vi faccio vedere io
adesso vi faccio vedere me

adesso vi faccio vedere chiaro
adesso vi faccio vedere l’ora
adesso vi faccio vedere gli extra
adesso vi faccio vedere in chiaro

con una lente per ogni occhio
adesso vi ho fatto vedere troppo
con ogni occhio per ogni occhio
adesso vi faccio vedere doppio

Ascolta Poesia visiva letta dall’autore

Lui pensava sempre a lei

scritto da Ivan Talarico

Lui pensava sempre a lei.
Lei pensava ancora al suo unico vero amore.
Il suo unico vero amore pensava alla sua nuova storia.
La sua nuova storia pensava ai misteri del cosmo.
I misteri del cosmo, riuniti, pensavano alla solitudine
della polvere.
La solitudine della polvere pensava alla neve.
La neve pensava a una casa di proprietà.
La casa di proprietà pensava alla giovinezza.
La giovinezza pensava a suo figlio.
Suo figlio pensava al seno gonfio.
Il seno gonfio pensava ad altre mille bocche.
Altre mille bocche pensavano all’inutilità del mattino.
Il mattino sorgeva implacabile sui pensieri inutili.

Ascolta Lui pensava sempre a lei letta dall’autore

Buone notizie

scritto da Ivan Talarico

Oggi la fine del mondo è più vicina,
come ogni giorno,
sempre un po’ di più.

Bisognerebbe dirlo
nelle scuole:
“Bambini,
un giorno il mondo finirà,
resteremo come
cattedrali di carne
ancorate al suolo
e il tempo non ci sarà più.
Quindi oggi uscite pure prima
e non fate i compiti,
preparatevi alla fine,
spensieratevi.”

E tu mi guardi male,
il mondo non finirà secondo te,
non durante la nostra vita,
almeno.

Ma a cosa ti serve
questa tua vita,
così necessaria quando manca
e che poi, quando c’è,
lasci appassire in un angolo
mentre ascolti
chi sembra abbia tante cose
da dirti,
da darti,
ma vuole solo arrogante il tuo tempo
e tu arrogata il tempo
gli dai?

È oltre il tempo
il tempo che ci rimane,
nelle dimenticanze,
nelle cose lontane.

Resta così poco
che la fine del mondo
è la notizia più bella
di quest’ultima vita.

Ascolta Buone notizie letta dall’autore

Un tempo

scritto da Piero Negri

Senti che puzza
scappano anche i cani
stanno arrivando i napoletani
terremotati, disoccupati,
con il sapone non vi siete mai lavati

Un tempo al mio passaggio
scappavano anche i cani tanto puzzavo
Ho fatto schifo al mondo intero
ora sono io a girare la faccia,
quando mi strisciano addosso in strada
ora sono io ad avere il diritto
-pieno, costituzionale-
di mormorare
“ma dove andremo a finire”

Non ho mai avuto paura dell’altro
-nossignore, non ci penso proprio-
sono stato io, una vita sana,
l’altro di tutti gli altri
il baubau, o’mammon,
-non giocare con i napuli balordi-
diceva la nonna
e ‘bbuon faceva
non ci giocare con me
-criaturo bello, bocia, gagno-
appena mi dai un dito
ti mozzico tutta la mano.

Ora sono dall’altra parte della barricata
ora “Prima gli italiani”
mi provoca un brivido elettrico
-dappertutto, dentro, fino in punta-
ora che in quel “prima”
ci sono -finalmente- anche io.
Io che non sono mai stato
“prima” a niente
che mi hanno pigliato sempre
a cavc dint’ o’ mazz

E tras e jesc ra’ tabaccheria
con nu gratta e vinc mman
e tras e jesc ra’ tabaccheria
con nu gratta e vinc mman
e sper a maron, che se è chill bbuon
guagliò, je me ne scapp
nun me verit cchiù.

Ora mi dicono “Prima gli italiani”
E mi sta bene,
sono italiano pure io, no?
Lo volete il voto mio? Sì, No, Sì?
Uèèèèè lo volete o no? Sì?
E allora mi dovete italianizzare,
adesso, qui, sul posto
ampress ampress
italianizzatemi, forza.
Italianizzatemi tutte cose.

Per la bocca e la fica
sotto un lampione male illuminato
le zoccole chiedono almeno 50€
e io?
in cambio di una coperta tricolore
che mi lascia scoperte
le dita dei piedi,
tutta, tutta,
gliel’ho data la faccia.
Tutta me la sono fatta sfondare.
C’è chi dice che è poco
c’è chi dice che è tanto
In ogni caso,
è tutto quel che valgo.

Ascolta Un tempo letto dall’autrice.

Caro cane corso

scritto da Piero Negri

Caro Cane Corso,
che sei bello come un Dio Cane
occhi ambrati, imbronciati,
un poco buoni,
un poco tristi.
Mi dispiace molto
ma mi sa tanto che
non ti posso portare
a stare a casa mia
e non c’entra niente,
Caro Cane Corso,
che il mio animale totem
sia l’orso, storicamente.
C’entra di più che
io la mattina esco,
vado a lavoro,
poi la sera ci ho lo Shiatsu,
i corsi di poesia,
le partite di calcetto.
Caro Cane Corso,
se veramente venissi a stare da me
sarebbe incontrare ogni tanto
uno quasi sconosciuto
che ti aiuta a soddisfare
bisogni corporali
per poi rimanere da solo in casa
a fare Dio solo lo sa cosa.
E credimi, lo dico per esperienza, una vita così
non ne vale la pena.
Caro Cane Corso ascolta me, rimani dove stai
tu per me sempre sarai
l’amore per cui non c’è mai
tempo.

Ascolta Caro cane corso letto dall’autrice.

Mi hanno regalato delle scarpe

scritto da Clara Vajthó

Mi hanno regalato delle scarpe
che non sono scarpe
che io comprerei
però mi piace
questa cosa
di mettere delle scarpe
che non comprerei
che in giro mi specchio
negli specchi e nelle vetrine
e mi vedo piedi non miei
non i soliti miei piedi
e mi piace pensar
che tutti credano
che siano i miei piedi
e le mie scarpe
(che dalle scarpe molto si capisce)
e invece no
io viaggio su scarpe altrui
le osservo portarmi
ignare
è molto divertente
ma non so se si capisce.

Ascolta Mi hanno regalato delle scarpe letto dall’autrice.