Isole vergini britanniche

scritto da Giacomo Sandron

i poeti servono a pulire i funghi
la domenica pomeriggio
se ci sono funghi da pulire
a lavare pavimenti
o fare traslochi
se c’è roba da spostare
alcuni sono in grado
di sturare lavandini
li ho visti coi miei occhi
non sono molti
lo posso giurare

una volta una cooperativa
mi ha assunto
come educatore di minori
perché qualche anno prima
avevo fatto il buttafuori
ad un festival
di musica elettronica

non voglio lavorare ma mi tocca
non sono ricco
ho fatto un sacco di lavori di merda

se vuoi avere a che fare con i poeti
consiglio spassionatamente
del volontariato presso
un qualsiasi Centro di Salute Mentale

i poeti servono a fare cose
che sanno fare tutti
ma in generale
è un dato di fatto
a guardare bene
ce ne sono troppi

non conosco le miniere di stagno
del Congo-Brazzaville
né l’impianto siderurgico
di Magnitogorsk negli Urali meridionali
sono ad ogni modo favorevole
alla delocalizzazione
dei poeti musoni
dei poeti pipponi
dei poeti sbrodoloni
scoreggioni
bruttoni
lumaconi antipaticoni
noiosoni poetoni minchioni
dei poeti due coglioni

se non sei in grado di fissare
una mensola al muro
non puoi scrivere una poesia

io per me farei
il poeta nazionale laureato ufficiale
delle Isole Vergini Britanniche
creare una solida tradizione letteraria
delle Isole Vergini Britanniche
il primo Premio Nobel per la Letteratura
delle Isole Vergini Britanniche
scrivere con i piedi ammollo nell’Oceano
delle Isole Vergini Britanniche
versi sui fondali
delle Isole Vergini Britanniche
sorseggiando un daiquiri
delle Isole Vergini Britanniche
sapientemente miscelato dalle mani
di una nativa pettoruta
delle Isole Vergini Britanniche
nuda


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Faccio una bambina

scritto da Francesca Gironi

Ho deciso che domani
faccio una bambina
dall’infanzia al nome
la faccio molto amata
molto accolta
faccio una bambina
adulta.

Le dico, va tutto bene
non ti preoccupare
sono qui io
le dico amore

arrampichiamoci sui muri
facciamo finta di volare
giriamo il mondo sottosopra
giochiamo alla rivoluzione

a pallonate a sassi e sputi
alle carezze disoneste (non richieste)
tiriamo i calci
corriamo più veloce

faccio una bambina
domani
ho deciso
la faccio strampalata
le dico che disturbi
di far forte
di esser imperfetta e deludente
di ballare in mezzo a tutti

ho deciso che domani
faccio una bambina
col mio nome.


ascolta Faccio una bambina letta dall’autrice.

Il pozzo dei cattivi desideri

scritto da Alfonso Maria Petrosino

C’è un pozzo nel giardino di mio zio
quand’ero piccolo ci andavo spesso
sporgendomi cercavo il mio riflesso
nel fondo ma l’acqua era
lontana e nera.

Un giorno chiesi al pozzo se esaudisse
i desideri.
Il pozzo replicò: “Dipende
dai desideri.”
E aggiunse poi:
“Un tempo – non ricordo più la data –
una ragazza in me gettò
la ciocca dei capelli di colui
di cui lei era innamorata.
Un vecchio avaro invece una moneta.
Una signora in lutto la sua fede.
Un foglio tutto accartocciato un poeta.
E tu?” mi chiese il pozzo allora “tu
che cosa mi darai? Che cosa vuoi?”
Io non sapevo e ancora non lo so.
Chiesi dell’acqua – avevo sete – e il pozzo:
“Gettati” disse “e ti disseterò”.

C’è un pozzo nel giardino di mio zio
mio zio l’ha fatto chiudere da un pezzo.
Tra ciuffi e tralci di gramigna e d’edera
una colata di cemento; Dio
quanto vorrei tornarci,
quanto vorrei tornarci adesso.

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