Natalia Guerrieri

Natalia (con l'accento sulla i) Guerrieri è nata nel 1991. Si è laureata in Lettere e in Italianistica a Bologna e si è diplomata in Drammaturgia e Sceneggiatura all'Accademia Silvio D'Amico, presentando un romanzo come tesi finale. Ha vissuto a Modena, Parigi e Roma, città che si mescolano spesso nei suoi racconti. Oltre alla prosa, scrive per il teatro e per il cinema.

Neve

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: sesto e ultimo capitolo. Leggi gli altri]

Nel giro di qualche giorno, finirono di tagliare la legna e di portarla al coperto. Impilarono i pezzi in ordine di grandezza. Non ci sarebbe stato da preoccuparsi per la stufa per almeno tre o quattro mesi. Le temperature si abbassarono ancora. Chiara provò a convincere Rosa a portare dentro il cane, almeno la notte, ma non ci fu verso di convincerla. Allora costruì con delle assi di compensato una sorta di cuccia rudimentale in cui il cane entrava a malapena. La ricoprì con teli di plastica e la foderò con vecchi stracci. Rosa non approvava quell’operazione, scuoteva la testa vedendola armeggiare con chiodi e martello, ma lasciava fare. Chiara posizionò la cuccia vicino al muro della casa, nella zona che le parve più riparata. Il cane si divertiva a entrare e uscire senza una logica, lei sperò che gli scossoni provocati dai suoi movimenti non distruggessero subito la costruzione. Continua a leggere

La metà di dicembre

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: quinto capitolo. Leggi gli altri]

Quando arrivò in via Matteotti, Rosa aveva già preparato la cena. La salutò mettendole una mano sulla testa, come faceva sempre. A Chiara quel gesto piaceva, era inusuale e le ricordava l’infanzia.
Mentre mangiavano, Rosa disse che il giorno dopo avrebbero iniziato a tagliare la legna. Il furgone aveva scaricato in cortile rami molto grossi. Li avrebbero rimpiccioliti e poi portati dentro, nello stanzino che fungeva da ripostiglio, per impilarli. Continua a leggere

Notte di terra

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: quarto capitolo. Leggi gli altri]

La legna ardeva nella stufa e Chiara stringeva fra le dita gelate una tazza di tè caldo. Era tè scaduto, l’aveva trovato per caso in fondo a un ripiano della credenza. Rosa non beveva tè e nemmeno tisane, li considerava rimedi buoni giusto per il mal di pancia. Aveva comprato quelle bustine chissà quando, forse proprio in occasione di una convalescenza. Ma Chiara aveva voglia di tè caldo, cosa poteva farle di male, dopotutto. Rosa armeggiava fra le pentole della cucina. Il vicino le aveva portato un pezzo di manzo abbastanza grosso e alcune cartilagini. Continua a leggere

Domenica di sole fredda

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: terzo capitolo. Leggi gli altri]

La mattina seguente in via Matteotti non c’era un’automobile, né un passante. Le domeniche, nella Bassa, riuscivano a apparire perfino più desolanti degli altri giorni.

Stavano sorbendo il caffè in silenzio, era ancora molto presto, quando qualcuno bussò alla porta. Rosa riceveva poche visite e quel giorno non aspettava nessuno. Borbottò qualcosa e Chiara si alzò per andare a aprire, premendosi il maglione sul mento. Continua a leggere

Fino a sera veglia

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: secondo capitolo. Leggi il primo capitolo]

La trovò china sulla stufa, intenta a infilare nel fuoco i pezzi di legna. Le sue mani, grosse e squadrate, avevano una pelle così spessa da non sentire il caldo e il freddo, o forse erano semplicemente mani troppo vecchie per avvertire qualsiasi cosa. Rosa non si accorse della nipote che entrava nell’ampia stanza adibita a salotto e quando si voltò sussultò per un istante, vedendola. Chiara si tolse il giaccone. Aveva freddo, il freddo non le era mai passato, ma era sudata. Continua a leggere

Due novembre

scritto da Natalia Guerrieri

[Anticamera della morte, nascita: primo capitolo. Leggi gli altri]

La fila di zucche appoggiate sul muretto tra le due fattorie sprofondava sotto la pioggia leggera ma continua che assillava la Bassa dalla sera prima.
Sembravano facce di spiriti dispettosi, determinati a sghignazzare fino all’ultimo istante prima di sciogliersi, nonostante l’assillo dei moscerini e delle muffe e l’acqua che imputridiva le morbide bucce arancioni. Di una di esse non rimaneva che il coperchio, come se il resto si fosse dissolto nell’impatto con le pietre e la calce sottostante a seguito di un incidente.
La scena di un crimine, pensò Chiara per un istante, rigirandosi quel trito e televisivo accostamento di parole in bocca. Non riuscì però a sorridere, nemmeno per un momento. In quelle fattorie abitavano bambini. Continua a leggere

Via Archirola

scritto da Natalia Guerrieri


Il parco oggi è freddo, il sole pallido di inizio novembre emana una luce chiara che non riscalda.
Il palazzo dove abita mia madre è in via Archirola numero 15. È un condominio a otto piani. Grigio, gli infissi blu, tanti occhi chiusi. Mi ha sempre ricordato una montagna bucherellata da grotte, ogni appartamento un piccolo spazio privato, un fuoco. Ognuno dipinge sogni e fantasmi sulle pareti della propria caverna. Continua a leggere