Lontano

by Milo Busanelli

Di cambiare casa non se ne parla. In paese ha tutto quello che serve, i vecchi amici, la famiglia. Ecco cos’avrebbe detto prima dell’incidente.
Pieno giorno, strada libera, asfalto pulito, una lieve curva. La sua memoria finisce un attimo prima. In quell’attimo sua moglie dice al figlio più piccolo che non deve calciare i sedili. Non si fa, ripete la sorella. L’attimo dopo il vuoto. Molti attimi dopo si sveglia in ospedale, ma non ha niente. Incredibile, dicono i dottori, lui è rimasto illeso e loro sono morti.
Eppure era sobrio e la velocità nei limiti. Una distrazione del guidatore, scrivono i periti. In casa è rimasto il cane; aspetta che arrivino anche gli altri, uggiola, guarda il padrone, l’unico che è rimasto. E dire che non lo voleva. Erano stati i suoi figli a insistere. Era stata sua moglie a convincerlo. Read More

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L’antifurto

by Milo Busanelli

Sente dire che al civico trentanove, due condomini più avanti, sono entrati i ladri. È successo di notte e nessuno se n’è accorto, nemmeno gli inquilini. Lo sente dire mentre butta la spazzatura, poi lo ripete alla moglie.
Il civico trentanove è molto simile al loro e pure al trentasette, però si sta bene. Da quando hanno costruito il quartiere non è mai successo niente, ma in fondo è solo un furto. Lo dicono anche al figlio, che non è il caso di farne una tragedia, ma quello sta lavorando, richiamino più tardi.
Quando escono per la passeggiata hanno già la testa altrove. Lui dice che la primavera gli fa uno strano effetto, si sente più giovane. Lei risponde che fa questo effetto a tutti, sarebbe strano che capitasse in autunno. Insiste: si sente un ragazzino. Fuori non si direbbe. Ma dentro, chiede lui. Read More

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