L’ultima estate

by Alessandro Mazzarelli

Nonostante non fosse più un ragazzino, nessuno gli aveva detto niente. Può darsi, come sostengono alcuni, che l’ignoranza sulle cose essenziali sia connaturata all’essere umano, eppure anche lui – come molti – era convinto che quando sarebbe stato il momento un sesto senso avrebbe vibrato, una mano avrebbe bussato, una campanella tintinnato. Altrimenti a che servivano tutti quei libri?
E invece fu solo una luce piatta su un muro bianco, la sedia di plastica in terrazzo, un rumore costante di cicale, il buio della notte pochi metri più in là, le pagine gonfiate dai granelli di sabbia, la sigaretta in una mano, il pacchetto vicino, i piedi allungati sulla sedia davanti. Se avesse avuto sentore, forse Federico Mancini si sarebbe alzato, non avrebbe acceso un’altra sigaretta né iniziato un altro capitolo del libro che stava leggendo, probabilmente sarebbe rientrato in casa per andare a sfiorare le gambe nude della ragazza che dormiva nella stanza, e forse chissà, avrebbero potuto fare l’amore. E invece era rimasto sul terrazzo a finire la bottiglia, e quando finalmente a letto si era accontentato di non svegliarla. Read More

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