Gioia Salvatori

Gioia Salvatori, nata a Roma, attrice e autrice. Si forma come attrice presso il Centro Teatro Ateneo dell'Università di Roma "La Sapienza" dove studia Commedia dell' Arte con Claudio De Maglio, Carlo Boso, Claudia Contin. Studia e lavora nel periodo successivo con Jean Paul Denizon e Bruce Myers. Nel 2010- 2011 viene ammessa al Corso di Alta Formazione per attori promosso dal Teatro Due di Parma dove incontra il lavoro, tra gli altri, di Michela Lucenti/Balletto Civile, Gigi Dall'Aglio, Viktor Bodó, Laura Forti. Lavora con compagnie indipendenti sia come attrice che come autrice per il teatro. Collabora come drammaturga con Giuliano Scarpinato agli spettacoli " Alan e il mare" e "Se non sporca il mio pavimento". Da alcuni anni ha aperto un blog: "Cuoro" contenitore satirico che dialoga col web (in quanto blog/video) e anche spettacolo teatrale, che si declina diversamente di volta in volta, a seconda dei temi affrontati.

Due

scritto da Gioia Salvatori

Per tutte le volte che non ho capito
o che tu hai frainteso
che non ho guardato
che mi era sembrato
o parso, altresì, figurato,
per quando nel non incontrarti
il mio vuoto ha suonato,
per questa incertezza
e il suo essere cava in cui abbiamo cantato,
per lo stesso suo afflato
e ogni errore al suo interno,
per tutto il resto che non ci è stato dato.
Per aver riempito la noia
il selciato dei miei pomeriggi,
per quel che si legge nei libri
per tutti i litigi,
perché in questo tempo
che è stato riempito
per qualche minuto ho allontanato
i trapassi.
Per la leggerezza di quando ricordo i tuoi passi
per quello che è stato
benché fosse storto
per ogni contorto aggiustamento
tentato
che non ha risolto,
per ogni desiato sforzo
per aver provato
a stringere forte,
per la paura che fa
la morte
quando finiscono tutti gli incastri.
E per gli impiastri
che fanno gli umani
per aver conosciuto le mani
e intrecciato.
Per il numero due.
E per la vita che ci passa in mezzo.

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La parola

scritto da Gioia Salvatori

Non mi piace la psiche
Non mi piace nemmeno il corpo
Mi piace solo la parola
La tessitrice di incanti
L’illusione dei mondi
Che non fa vedere il male
L’orrido
Che cela gli imbrogli
Oppure li dichiara
Che è libera di mutare
E costruire ponti
E non risolvere enigmi
e comporre trabocchetti
E con questa gioia
Di ciò che non è perfetto
Perché al perfetto non anela
Né al concluso, né alla pace
(Medicina per rinunciatari)
Con questa gioia
Può viaggiare il mondo
E vive il lusso
Della solitudine
E la sua lama (ahimè)
parimenti
Ma è parola:
è figlia dei venti.

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