Più tardi di quanto pensi

by Fritz Leiber

E questo è l’ultimo appuntamento estivo con la fantascienza, qui su inutile. Noi ci siamo divertiti a giocare il luogo comune che ci vuole spalmati in spiaggia a leggere cose leggere: speriamo anche voi!
Massimo De Santo, il nostro meraviglioso Cylon Prof, ci ha spiegato così la sua scelta del racconto:

Fritz Leiber usa la penna come un grande pittore usa il pennello. Piccoli tocchi delicati che si compongono in un grande affresco. Dopo esservi gustati questo breve racconto, nel quale le eterne domande “siamo soli nell’Universo?”, “ci sono altre intelligenze con le quali incontrarci?” trovano una risposta inaspettata, correte a leggere il suo capolavoro «Il Grande Tempo» e le spassose avventure di Fafhrd e del Gray Mouser.


Era ovvio che lo studio dell’Archeologo apparteneva ad un’era enormemente distante da oggi. Somiglianze familiari qua e là non facevano che acuire la sensazione di trovarsi in un luogo alieno. La luce del sole che filtrava attraverso le finestre sul soffitto balenava pallida e verdastra, amplificata dalla radiazione di un qualche materiale brillante che impregnava i muri e i pavimenti. Persino l’ampio scrittoio e il largo poggiapiedi emanavano un riverbero riposante. Sopra il primo erano sparpagliate tavolette di cera con il dorso di metallo, stilo, e un paio di grandi occhiali dalla forma insolita. Le librerie stracolme non erano particolarmente curiose, ma i libri erano rilegati in metallo e le iscrizioni sulle coste sarebbero apparse del tutto oscure al più erudito dei linguisti moderni. Read More

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