Dal diario di Ester

by Francesca Ruggiero

Anthony Hopkins ha il volto di Dio
Se una mattina, una mattina come questa, uguale alle altre, a tutte le altre, mentre scendo di fretta le scale della metropolitana inciampassi nei lacci delle mie scarpe di tela sdrucita, atterrassi con tutto il peso sugli incisivi e si spaccassero sull’angolo di un gradino? I miei denti frantumati su una lastra di granito, il colpo sordo, sapore di ferro, passarci la lingua, trovare un buco, i rasoi dei monconi, sputare quel che resta, dolore.
In una pagella delle elementari una maestra scrisse che avevo difficoltà a distinguere le cause dalle conseguenze. Un fatto.
Al cinema non posso sedermi nell’ultima fila, salvo che per qualche motivo io non abbia voglia di concentrarmi sulle immagini e sulla storia, per tutta la proiezione penserei che un tale potrebbe passare un laccio intorno alla mia gola o infilarmi un sacchetto in testa e soffocarmi. Per questo motivo considero il centro sala un luogo sicuro ma noioso. Read More

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Vapori di sodio

by Francesca Ruggiero

La nebbia che inghiotte la TEDA è qualcosa che nessuno dovrebbe vedere. Qualcosa che ti rende impotente. Qualcosa che annulla la differenza tra un giorno e un altro.
Ester Zanchi lo disse una mattina, sull’enorme terrazza dell’ultimo piano dell’edificio centrale, le piccole braci delle nostre sigarette producevano un fumo invisibile.
In centro città ora c’è il sole, tengo monitorato il meteo. Dieci anni, quanti giorni sono? 3650 a tre fermate di metropolitana, ma qui non so contarli. Un insieme che contiene nulla, un insieme vuoto. Disse ancora. Read More

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