Andrea Fabiani

Andrea Fabiani nasce a La Spezia il 6 maggio del 1978. Nel 2005 si trasferisce a Genova dove tuttora risiede. Suoi racconti e poesie sono usciti in varie riviste cartacee e online (inutile, Rapsodia, L’inquieto, Carie, etc...) Nel settembre del 2016 pubblica Volevo solo non scrivere poesie d’amore, edizioni La Gru. Vicecoordinatore L.I.P.S. (Lega Italiana Poetry Slam) per la Liguria, organizza poetry slam e altri eventi di promozione della poesia sul territorio regionale. Fa parte del Collettivo Linea S e del gruppo poetico dei Mitilanti, coi quali nel 2016 ha pubblicato l’antologia Mitilanti Vol.01 – è ancora un golfo per poeti. È vicecampione italiano di poetry slam per l'anno 2016/17. Ha un blog. Non mangia la cioccolata.

Mentre

scritto da Andrea Fabiani

Decine di aerei lasciano il suolo,
decine vi fanno ritorno, mio nonno
passeggia in spiaggia da solo. Un treno
arriva in orario alla stazione centrale
ed esplode, tra le braccia
del suo nuovo amante ancora
una ricca signora s’illude. Un ragazzo
esce da scuola, attraversa distratto
la strada e lì muore. Migliaia
di altri ragazzi, nello stesso istante
attraversano altre migliaia di strade
e non gli succede niente. Una donna
che non sorrideva da sette anni e due mesi
sorride. Trecento persone sbarcano vive,
in Sicilia, in un giorno di sole
un politico ne chiede la morte e poi
prega il Signore. In bianche
stanze splendenti uomini e donne
vengono assunti per vari lavori,
altri son licenziati, altri ancora
prendon coscienza
dei loro tumori. Una bella ragazza
dopo aver rimandato più volte
decide di farla finita, nell’abitacolo
di una vecchia Fiat Punto
si concepisce una vita.
Una commessa pesa la frutta
a un’anziana signora. Tua madre
piange, in cucina, da sola, mio padre
legge il libretto delle istruzioni
di un tavolino svedese rotondo.
Si spegne una stella
un lampione si accende
dall’altra parte del mondo nasce
e svanisce un arcobaleno, un uomo,
in Louisiana, sente bene il veleno
di un’iniezione letale fare il suo corso, un bambino
accarezza di nuovo
il cane che l’aveva morso.
Il rombo d’un tuono
segue il lampo che l’ha generato.
Sangue e denaro dovunque,
prelevato, versato. Milioni
di sms viaggiano in cielo
sospesi tra telefoni cellulari, l’ultima lettera
d’amore del mondo si perde
tra due minuscoli uffici postali. Piove
una pioggia di bombe
sopra un deserto, un vecchio locale
in cui andavano i miei
viene riaperto, un uomo
torna a casa
e dopo trentasei anni si toglie
la fede, la posa,
guarda una foto, le dice:
“ti voglio bene”.
E tutto questo è soltanto
tutto quello che avviene
mentre io e te ci diamo la mano
e stupidamente,
pensiamo, senza il coraggio di dirle,
le parole “per sempre”.


ascolta Mentre letta dall’autore, con un sottofondo di ticchettio d’orologio ❤️