Post fata resurgo

Tu cammini annegato nei ricordi
– a guardarti li scorgi,
irradiati a raggiera oltre il crinale del cranio –
gli occhi
fredde fiamme di rasoi
tagliano il vuoto alla ricerca di un senso
Tieni il pugno lungo il busto
chiuso come se
a lasciare andare le dita
scivoleresti via anche tu
disciolto come ketamina
nelle vene della notte che sale.

Hai raccolto i tuoi castighi,
e hai chiesto almeno 813 volte perchè,
alle stelle
che schizzano improvvise lungo il cielo
apparendo come l’avvertimento di un collasso,
alla schiena
che se ne andava senza motivo
mentre tutto intorno
annichilendosi implodeva,
alla polvere
che dorme accatastata sul cuore
come una guardia ubriaca
in un gabbiotto congelato di gennaio.

L’hai chiesto a me
ma io non ho che palme aperte
e i miei capelli profumati,
oltre al cordoglio
ed una sconfinata resa.

Perchè mentre ti cammino accanto io vorrei dirti
che questa è l’ora di arrendersi
vorrei prenderti la mano e spiegarti
che questa è l’ora in cui si lasciano
dissolvere i fantasmi come meduse al sole
vorrei
toccarti con l’indice la fronte e
passarti la mia luce,
riempirti di luce fino a che
piegato sulle ginocchia,
prima di riversarti fuori come un urlo schiantato
tu non veda le margherite fiorire tra l’asfalto.

Soltanto questo siamo, fratello mio,
violenti specchi di inferno,
ognuno ad altri martirio,
ci picchiamo e ci feriamo e ci
lasciamo stremati e senza fiato
siamo una valanga di corpi impilati alla ricerca di aria
e per trovarla usiamo la bocca del corpo accatastato accanto
come scalino
ci siamo l’un l’altro velenosi e parassiti
siamo schegge di dolore precipitate
in mezzo
ad una incredibile
e fragile
bellezza.

Ricorda, è la bellezza a tenerci uniti
ed io ti auguro
di trovare la tua
negli interstizi delle cose,
cercala tre le rime delle parole,
dietro al bancone dei bar,
nelle foglie che si schiudono di crudo verde,
trovala, qualunque sia, e facci l’amore,
ridendo immergi le braccia
nella bellezza che rimuove i pensieri
lascia che lei ti trovi, e ti dia pace
non è il senso
che andiamo cercando,
fratello,
ma il sollievo
quell’attimo
di consapevole lucidità
in cui
non sai, ma senti
che il cielo è lì
e non risponde
ma cristo,
è così bello che
spezza il fiato.

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