Aldo

by Massimiliano Righetto

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e in prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate.
Abito a Limena, di fronte al negozio di Toys e mi piace guardare dalla mia terrazza le persone che entrano nel negozio, escono, parcheggiano, tutto.
Abito qui da tanto tempo ma quando ero piccolo abitavo in campagna, fino alla seconda media, quando ho lasciato il Karate perché ero troppo lontano. Quando ero piccolo giocavo tanto, eravamo in tanti nel posto dove abitavo, e giocavamo a fazzoletto, calcio, corse, battimuro, dietro al letamaio, nascondino di giorno e di sera, guerra con “soppe” di terra, elastici.

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e sono un uomo robusto e sano. In prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate.
Sabato 20 Dicembre bevendo il caffè e fumando una sigaretta mi sono affacciato alla terrazza del mio appartamento, dove vivo con mamma che papà non c’è più. Toys ha aperto alle ore 9. Sono rimasto a guardare, come ogni giorno, fino alle 10. Moltiplicando quanto vedo per nove e accettando un errore del più o meno 5 per cento, che tiene conto del flusso variabile a seconda degli orari, sono in grado di ottenere proiezioni e stime migliori di quelle di Ballarò. E’ semplice. I giorni sono tutti diversi tra loro, per cui non mi avventuro in statistiche settimanali o periodi di tempo più ampi. Solamente provo a distinguere i flussi giornalieri che poi riporto nei grafici a giornata che tengo. È facile, confronto i giorni della settimana: il Sabato con il Sabato, il Lunedì con il Lunedì e così via. A Natale papà mi regalava spesso un trenino, o le rotaie dove farlo correre, un altro anno la stazione dei treni in miniatura. Fino a che ho costruito un rete ferroviaria in scala.

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e sono un uomo robusto e sano. In prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate, ero bravo.
Sabato 20 Dicembre alle ore 10 erano entrate da Toys 47 persone: 17 donne e 30 uomini,tondi tondi, nessun bambino. Età media presunta perlomeno dai 35 ai 50 anni. Le persone che uscivano dal negozio portavano mediamente 3 pacchi a testa o coppia, nel caso fossero coppie. Direi che la dimensione media dei pacchi può essere stata quella di una scatola da ferro da stiro o forse più grande. Ho visto maggiormente persone giovani, ma non giovanissime, direi verso i 35 anni. Ci sono state tre colluttazioni nel parcheggio, e in tutti i casi per motivi legati al parcheggio delle automobili. Intendo per colluttazione anche una discussione accesa, che normalmente non sarebbe colluttazione, ma siccome ritengo che un litigio in prossimità del Natale si possa considerare una aggravante, aggravio anche la situazione. Ho intravisto dietro le porte trasparenti dell’uscita perlomeno otto situazioni di sopraffazione fisica: intendo con questo termine una situazione dove una persona approfitta del suo corpo più grosso e spinge o passa avanti ad altre persone. Una percentuale elevata se rapportata alle 47 presenze, circa il 17 per cento delle persone.

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e sono un uomo robusto e sano. In prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate e quando giocavo con i miei amici i grandi non c’erano mai.
Conoscevo solo tre negozi in paese: dove mamma faceva la spesa, dove papà prendeva i vermi per andare a pescare, dove prendere i vestiti. Papà oggi non c’è più, mamma quasi non parla e fa le spese e le faccende domestiche, mio fratello si guarda bene dal venirci a trovare, impegnato con la sua famiglia.
Io guardo fuori.
Guardo fuori da otto anni. Mica tutto il giorno, mica sono scemo. La mattina e la sera, di solito.Proiettando la prima ora di Sabato 20 Dicembre posso avanzare l’ipotesi che nella giornata intera saranno passate almeno 400 persone da Toys. Ma credo sia una stima bassa, perché la variabile Natale può far innalzare un picco di presenze. Devo utilizzare un algoritmo piuttosto semplice e applicare alla stima una aggiunta del 15 per cento rispetto al totale. In questo modo posso dire con una probabilità di errore accettabile che nella giornata di Sabato 20 Dicembre saranno entrate non meno di 460/480 persone. Lo tengo buono come dato, ripeto: la festività sballa proiezioni e stime. Posso dire che c’è stata una vendita potenziale di 1440 giocattoli. Su questo dato però dovrei trovare una percentuale di abbassamento, perché dovrei sapere quante sono state le coppie. Sono stato disattento e adesso non posso fare una proiezione sulle coppie che sono entrate.

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e sono un uomo robusto e sano. In prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate e dove vivevo da bambino c’erano tanti amici e adesso non li vedo più.
Durante l’arco dell’intera ora che ho guardato fuori, il parcheggio del negozio è sempre stato pieno. Alcune macchine sostavano tra le righe in attesa si liberasse qualche posto, in effetti è un parcheggio piccolo secondo me. Non è sufficiente. Dei giochi da bambino ricordo tanto nascondino, mi nascondevo dentro i fossi, ci andavo dentro con le gambe, che schifo. Oppure ci arrampicavamo sugli alberi. Eravamo in 14: 9 ragazzi e 5 ragazze. Dai 9 ai 13 anni e non dico per dire. Era proprio così. Una partita di nascondino durava almeno 40 minuti, giocavamo dalle due al tramonto, verso le sette, facevamo sei partite nei giorni buoni, quattro in quelli meno buoni.

Mi chiamo Aldo, ho 38 anni e sono un uomo robusto e sano. In prima media ho vinto il primo premio ad una esibizione di Karate. Papà non c’è più, mamma non parla, mio fratello ha da fare, gli amici non ci sono più e io guardo fuori. Solo da otto anni però e non per tutto il giorno. Anche il dottore che parla con mio fratello guarda. Quando vado la, lui guarda me, guarda dentro. Guarda per un po’, poi fa proiezioni e stime. Ma usa grafici che non conosco e algoritmi complicati. Poi dice sempre la stessa parola, la scrive, la dice a mio fratello, insiste, dice che ho questa parola. Mio fratello abbassa la testa, gli dice che sono fatto così, ma a me non dice mai niente, sembra triste. Sarà anche una cosa brutta, sarà una malattia, però, da quando il medico dice che ho questa parola, io mi sento meno solo.

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Massimiliano Righetto

Massimiliano Righetto è nato a Mira (VE) nel 1971. Attualmente vive e lavora a Padova. Ai tempi dell’asilo, per farsi grande con le maestre, inventa una balla. La fanno diventare una storia. Gli piace e in più gli dicono bravo! Così, nel tempo, le balle si moltiplicano e le storie pure. Ha scritto fiabe per bambini, racconti di vario genere, ha collaborato al diario di viaggio Il Vento tra i raggi (2008), ha scritto i romanzi Emmedì (2010) e Il Contrario di Polvere (2013).