Due gocce d’acqua

Francesco e Ferdinando sono gemelli cioè proprio identici. Li vedo sull’autobus. Li vedo bene perché piove il traffico è assurdo due gocce d’acqua e nessuno si muove c’è un gran casino io sono fradicio zuppo. L’autista accende l’aria condizionata perché fa caldo e adesso la pioggia mi si ghiaccia sulla schiena. Di sicuro mi becco la polmonite. Un’altra volta. L’autobus fa un passo alla volta e io nemmeno riesco a prendere dalla tasca dello zaino il lettore emme pi tre srotolare il filo delle cuffie infilarmele nelle orecchie accenderlo premere play sentire un po’ di musica. C’è davvero troppa gente siamo tutti ammassati uno sull’altro riesco a malapena ad aggrapparmi agli appositi sostegni figurati se riesco a fare tutte quelle cose per la musica. Al massimo mi guardo in giro. Ce n’è di tempo.

Alla mia destra una coppia di ragazzi cinesi o giapponesi – non li distinguo mai credo giapponesi perché sembrano ricchi – hanno zaino firmato: lui, borsa firmatissima: lei. Parlano un sacco e ogni tanto capisco qualche parola tipo metro e bologna e san pietro poi basta parlano fitti. Alla mia sinistra una signora anziana che non ho capito se viene o se va dal o al policlinico. Dice che ha freddo che ha preso un sacco d’acqua dice che le hanno diagnosticato qualcosa tipo l’immunodeficienza ma non lo so bene non l’ho capito. Quando mi rigiro dopo un po’ verso di lei sento due tizi che le dicono che bisogna farsi forza che ognuno sta qui il tempo che gli è dato eccetera. Dietro di me non lo so che c’è. Immagino ci sia qualcuno di molto grasso perché sento una pancia compressa sulla mia schiena. Davanti a me ci stanno Francesco e Ferdinando, due gemelli uguali identici.

In realtà non lo so se si chiamano Francesco e Ferdinando anzi non credo. Quelli sono due nomi che me li sono inventati io. Non è che si vedono tutti i giorni due gemelli sullo stesso autobus così mi son detto ehi dico Francesco Ferdinando due gemelli col pizzetto a punta, perché i due hanno un pizzetto – cioè due, uno per uno – rosso appuntito tipo imperatore austroungarico o qualcosa del genere. In effetti sono piuttosto brutti – oltre al pizzetto hanno capelli che definirei radi anche loro rossi e uno strano ghigno e sono bassi e però sembrano simpatici così se li vedi insieme su un autobus bloccato in mezzo al traffico di Roma quando piove.

Loro son là che ridono e si vede che sono contenti ma non proprio tantissimo perché con loro c’è una ragazza piuttosto carina e non è che sono meno felici se c’è lei solo che non lo vogliono far vedere. E lei è carina sul serio e sembra sprecata per loro ma più che sprecata non sembra proprio il tipo da stare in mezzo a due gemelli identici che si chiamano Francesco e Ferdinando. Lei secondo me si chiama con un nome strano e sa un sacco di cose ma non lo dà a vedere perché è anche simpatica e buona e dice cose divertenti e è bellissima pure adesso coi capelli neri un po’ bagnati un po’ ricci che le cadono da una parte le coprono quasi un occhio intero e guarda obliqua Francesco e Ferdinando uno alla destra e uno alla sua sinistra come due angioletti venuti male ai lati della madonna che ha fatto il grande artista in persona.

Non riesco a sentire quello che dicono non sento niente solo il brusio giappocinese e la vecchia che pensa alla morte. Sembra che dicano cose incredibili e molto divertenti e ogni tanto ridono e lei soprattutto è la più brava conversatrice da autobus che io abbia mai visto, ma loro sono gemelli identici ne hanno di aneddoti da raccontare – tipo quella volta che si son scambiati posto in classe e la maestra ha interrogato quello che aveva studiato di più – e tutte quelle storie che si vedono sui film coi gemelli dentro che poi magari non succedono sul serio nella vita vera nemmeno se hai un vero gemello identico e ti ci puoi scambiare di posto a scuola ma almeno lo puoi raccontare e fare finta che è successo tanto lei non lo sa non lo sa nessuno che non ti conosca bene. E loro parlano parlano e lei ascolta e ride e sembra quasi che le interessi ma secondo me no, ne sono certo.

Secondo me lei mi amerebbe se riuscisse a vedermi se quei cretini dei gemelli Francesco e Ferdinando si spostassero un attimo e la vecchia accettasse che tutti un giorno dobbiamo schiodare e i giapponesi andassero a metro san pietro bologna e il grassone dietro di me inspirasse tantissima aria e poi bum mi catapulta davanti a lei volando sopra la calca umida di persone inscatolate nell’autobus trecentodieci e io atterro e lei mi guarda negli occhi e capisce e io la prendo per mano e la porto di fuori e fuori ha smesso di piovere oppure no oppure piove ancora tanto a noi non importa noi cantiamo sotto la pioggia e siamo felici come fossimo asciutti ci amiamo e cose così.

Però certo ci stanno i gemelli uguali e io son da solo e sono stanco e leggermente nervoso e loro con le barbette da capra o imperatore asburgico e le storie vere o inventante copiate dai film o dai libri – ma ci stanno i libri sui gemelli? qualcuno ha mai scritto un libro un racconto una poesia su due gemelli? secondo me sì cioè io lo farei – insomma i gemelli la storia si scrive da sola praticamente. E poi guardali loro con lei che fa l’indifferente ma interessata tipo che palle i soliti gemelli che se la tirano raccontano vaccate che non fanno ridere però cavolo son proprio precisi spiccicati chi l’aveva mai incontrati sull’autobus sul trecentodieci poi che al massimo ci trovi quelle sgallettate che vanno al policlinico a scienze infermieristiche a mettere cateteri e sembra che ce l’hanno solo loro e dico oh dico io faccio filosofia non so se mi spiego. – Chissà chi ce l’ha più lungo o è uguale pure quello.

E insomma per farla breve io adesso devo scendere alla fine sono arrivato alla mia fermata mi tocca abbandonare la nave prenderne un’altra po’ d’acqua non ha smesso di piovere neppure due gocce di meno. E voglio passare davanti a lei. Non è vicina alla porta per uscire ma chi se ne frega io voglio passare davanti a lei in mezzo ai gemelli dividerli separarli oscurarne uno così poi l’altro è solo un Francesco o un Ferdinando qualsiasi e voglio vedere che avrà da ridere che storie fantastiche avrà da raccontare senza l’altro pezzo del racconto. La vecchia immuno deficiente nel frattempo è scesa così io volendo posso aprirmi un varco da quella parte superare i due tizi che prima le dicevano tutte quelle cose cristiane e sarei già più vicino alla ragazza – vado.

Ci sono adesso son dietro uno dei gemelli non ho deciso quale. Poi c’è lei. Dovrei pensare a qualcosa da dirle. Qualcosa che non sia solo permesso scende alla prossima posso passare e le cose che si dicono in queste occasioni ché questa non è come le altre volte che devi passare e basta qui è tutto diverso qui devi passare ma vorresti restare non andare da nessuna parte per sempre con lei che si chiama con un nome strano ma che tu lo sapevi lo conoscevi già ti è sempre piaciuto. E allora son lì dietro ai gemelli identici Francesco e Ferdinando che son stati più fortunati sono davanti a lei e allora passo dico scusi lo dico a uno dei due che si sposta e ora siamo io e lei faccia a faccia posso sentire il suo odore posso guardarle il colore degli occhi lei guarda i miei sorride dico a bassa voce sussurro lo dico solo a lei nell’orecchio, dico però, due gemelli. Dico, qualcuno dovrebbe scriverci una storia.