Miss Muretto

Il muretto su cui passavo intere giornate era stato buttato giù. Al suo posto un cartello stradale che indicava la direzione per Salsomaggiore. Una ulteriore sadica crudeltà, ai danni della mia fanciullezza, se si pensa che siamo a Vibo Valentia. Il Sindaco non ha voluto sentire ragioni. Gli avevo scritto una lettera per fermarlo da quella scelta scellerata: “Caro Sindaco. Porca miseria, lì ho dato il primo bacino a Gina, la mia fidanzatina dell’asilo. Diamine, primo cittadino, lì mi sono pomiciato per la prima volta Carlotta, la succhiona delle medie. Maledizione, amministratore pubblico, lì ho infilato per la prima volta il mio pene nella fessura di Clementina, la ragazza sbarazzina delle superiori. E gentilissimo sceriffo di questa cittadina, devo giungere sino al master di secondo livello, per farle comprendere l’importanza di quel muretto, nello sviluppo della mia sessualità?

Lei lo so, ha fatto questo per via di ciò che si dice in giro. Del fatto che le coscienze delle povere piccole generazioni, possano essere traviate da frequentazioni moleste e contro la morale pubblica. È vero lo ammetto, sono stato io. All’età di 15 anni nascosi una rivista in quel muretto. Si chiamava Prorompenti Donnacce. È vero, l’ho dimentica lì con gli anni, e ora, i ragazzini di oggi, sono traviati psicologicamente da quella disastrosa scoperta. Ora, nella loro psiche labile, si convinceranno che il porno è su carta. Chissà a quali perversioni daranno sfogo, con l’abbandono della pornografia telematica. È un grave problema, lo ammetto sior sindaco, ma mi creda, me ne pento. Ho lasciato un floppy disc. Detto questo, mio caro, non lasciate distruggere quel monumento al coito interrotto. Salsomaggiore  non è alla nostra portata.”

Non è servita a niente. Il muretto è crollato e la targa alla fuga l’ha sostituito. Ho conservato con me un pezzetto. Una reliquia. Un po’ come quelli che conservano pezzi del muro di Berlino, o che lo comprano come souvenir. Il mio pezzetto è quello con la rivista. L’ho rinchiuso in una bacheca e l’osservo commosso nei momenti tristi. Qualche anno dopo, mi è giunta una lettera da parte del sindaco. Era rimasta ferma alla posta per 2 anni. I muscoli erano inflacciditi. Un po’ di moto non gli avrebbe guastato.

La lettera esordiva così: “Gentilissimo elettore erotico feticista. Sono tremendamente lieto della sua lettera, colma di romanticismo postindustriale e caramelle al latte. La sua presa di posizione in merito alla delibera n. 123 –  del 3 maggio 2009, contenente provvedimenti amministrativi atti all’arredo urbano e al decoro civile militare del paesaggio urbano ed extraurbano, laddove all’articolo 34 comma 3 tris, rileva necessaria la dislocazione del muretto pornografico, attualmente ubicato in via Martiri del Prepuzio. Stante le disposizioni della Presidenza della Repubblica art. 4 quater n. 44 del 3 luglio 2003. Si rende noto che: Il cartello per Salsomaggiore S’ha da fa. Detto confidenzialmente, il nostro elettorato e per questo, la popolazione tutta, si rivede molto più esplicitamente, nella speranza di una vicinanza ideale e quindi fisica a destinazioni più mitteleuropee come Salsomaggiore, luoghi in cui poter scampare dal tedio merdionalprovinciale, che non un attaccamento a usi e consuetudini, oramai in via di estinzione. Come ben saprà e come rilevato da lei stesso, i giovani d’oggi sognano delle bellezze nordiche e virtuali, il suo instancabile attaccamento alla pornografia cartacea, ci costringe a segnalarla, quale perverso passatista. Irrimediabile distruttore di foreste. Lei è fortunato che ha come primo cittadino uno come me, che è comprensivo verso le perversioni (pensi un po’ che a me piacciono le donne che votano, a tal punto che ho fatto installare, nella mia camera da letto, una cabina elettorale, io poi mi nascondo dentro e faccio entrare la mia compagna, con la scheda elettorale in mano. Il resto lo può immaginare) altrimenti non avrei esitato a sbatterla dentro e buttare via la chiave (non mi riferisco al film con la Sandrelli). Il muretto va abbattuto. Salsomaggiore dev’essere il sogno proibito dei nostri concittadini. Il palo ispiratore per l’autoerotismo della nostra cittadinanza. Assillata com’è dai mille problemi di questa terra.
Le lascio a calce il mio indirizzo, qual’ora volesse venirmi a votare.”

“Lurido bastardo”, pensai. Racimolai pezzi di computer, cd, memorie esterne, tastiere, casse, dischi fissi, ed eressi un nuovo muretto sulla strada per Salsomaggiore. Incastonata al suo interno una lettera, quella del sindaco. Il tutto tenuto insieme: a calce.