numero 46

{l’editoriale di Alessandro Romeo e Matteo Scandolin}

Scrivere l’editoriale di un numero speciale è difficile: bisogna resistere alla tentazione di descrivere in maniera un po’ enfatica il grosso lavoro che ci sta dietro. Ve lo diciamo subito: non riusciamo a resistere all’enfasi.
I pezzi di Giampaolo Roselli e di Simone Torino li avevamo da parte da alcuni mesi: barocco e visionario il primo, asciutto e realistico il secondo. Ci hanno colpiti dalla prima lettura, nonostante siano piuttosto lontani dalle cose che generalmente ci piace pubblicare. Il nostro intervento in fase di editing è stato praticamente nullo: qualche asciugatura, qualche dettaglio, poco. Se siete degli affezionati lettori della nostra rivista li troverete forse strani. Il terzo racconto è di Niccolò Porcelluzzi, uno della redazione. È partito da una piccola idea e l’ha sviluppata poco alla volta, lavorando in un regime di stakanovismo ad altissima concentrazione: robe come diciassette ore al giorno per sei giorni. Forse è il suo primo vero racconto e siamo davvero felici di averlo tra noi, ‘sto ventunenne maledetto, ma non glielo diciamo perché vogliamo che soffra. E poi Giordano Poloni, cui abbiamo rotto le scatole mentre stava preparando le valigie e dato ch’è un signore, ci ha accontentati con una copertina che mozza il fiato. Davvero!

È un gran numero, ne siamo fieri, e vogliamo che lo siate anche voi. Adesso però prepariamo il prossimo.

(Grazie a Leonardo Azzolini che s’è sbattuto per impaginarcelo.)

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