Sottomarini. Salpare

«E così vuoi sapere chi ha scovato il segreto del mare» chiedono a Jeff, novello Whitman. Oggi è il giorno in cui si salpa:
finita la scuola
la nave è una villa al mare
affittata col salario della prima caccia.
Attorno al molo è brusio, aria, nebbia, festa, attesa: dieci anni durerà il viaggio.
Il vecchio Kossabone addenta un tentacolo per sapere se è vivo il polpo
La famiglia Threepwood saluta il più piccolo dei suoi; Capitan Peleg spiega all’uomo dallo humour nero, venuto da lontano e che lontano finirà: «Ecco il mare.
Tutto. E niente»
Qui è Paumanok, Valona, Nantucket, Djerba, Lisbona. Attorno è il mare e il mare è:
eterna bonaccia
assenza di trama
spiegate: solo le vele

«Si va per il mare per affidarsi al corpo, ritrovare il corpo, quello proprio: vivo, morto e risolto» spiega il Conte, che fece costruire un pianoforte galleggiante per planare su un oceano inventato:
«mai restituito:
come accadde
al fantasma del terrore, gran califfo dell’errore
non restituisce niente se non di sé, il mare
onda per onda ti fa estraneo – estromesso – da te stesso»
«Estrem’osso!» lo riprende Barroco, gigante negro e di plastica scambiato a lungo per cannibale (l’inghippo: è figlio di un tale che si chiamava Annibale): e ride, ride per chi dal mare viene in catene viscide come alghe e mai più farà ritorno, e poi balla, il ballo è vero solo se segue al riso

E ridono isteriche le madri dei giovani marinai che vanno, al saluto verso chi non avrà pena di un sepolcro né gioia di anelli o mano di bimba: essere sul mare è essere altrove, pensare altro,
che sia definitivo e smosso di dubbi che abbiano spuma bianca.
Così già risuona la canzone che prelude al diluvio e insieme diverte e illude:
Marinaio, ben ti allena / la fulgida tua nave / è come una sirena / nel suo seno batte un cuore / e tutto per il suo amore / saprai ripudiare / Così ridendo in faccia a Donna Morte e Maestà Destino / vivrà il marinaio nel cuore profondo / del suo fondale marino
Così s’impara l’epica e l’etica del naufragio, in un mare
che è già nero d’inchiostro, e così è polifonia, canto corale, poema unico
orrore d’altri orrori, salati e salvati
rubati: all’assenza di croci

Così Jeff scova non già il segreto del fondale
ma chi lo ha indovinato
Così fa invidia la solitudine del marinaio
sinistra compagnia e compagna
di chi è tornato
Poiché il mare ti ha rovinato
e il mare ti ha salvato
Sei stato mutilato dal mare
Sei stato allontanato dal mare
Sei stato addomesticato dal mare
che non hai saputo addomesticare
Hai ricevuto il tuo vero nome, dal mare

  1. Mi ricordavo il rock and roll ma forse era un altro Jeff 😉

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